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La valutazione nelle Pubbliche Amministrazioni

Negli ultimi anni le amministrazioni pubbliche hanno compiuto importanti passi avanti nell’introduzione di sistemi di misurazione delle performance amministrative.
Molto spesso risulta comunque complesso riuscire a integrare i processi valutativi tra i diversi settori, nonché utilizzare in modo integrato le informazioni ricevute per l’identificazione di punti di forza e criticità.
Spesso la valutazione delle performance, complessive o di singolo settore o attività, possono essere un importante strumento per favorire il coordinamento e la collaborazione attiva nelle unioni di Comuni.
Come far sì che i processi di misurazione e valutazione diventino prassi significativa, nel senso di portatrice di un significato per il singolo e nel suo complesso, all’interno dell’Amministrazione? Come promuovere logiche organizzative che vedano la valutazione come un processo continuo e di miglioramento, volto alla (co-)costruzione di decisioni più consapevoli?
Indicazioni importanti in merito sono stati promulgati dalla delibera n. 112/2010, che ha stabilito, le finalità, i principi generali, la struttura e la modalità di redazione del Piano della Performance, così come indicato nell’articolo 10 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150. Ad esso sono seguite diverse delibere al fine di implementare i processi di valutazione e misurazione.
Pares, in collaborazione con In Team, propone alle Amministrazioni pubbliche un servizio di accompagnamento organizzativo per la definizione del sistema di misurazione e valutazione del ciclo delle performance e per il suo coordinamento con il ciclo di bilancio. Il percorso di lavoro vuole accompagnare l’Amministrazione Locale nella progettazione e gestione di un Piano della Performance il più possibile coerente e unitario, con particolare attenzione al  coordinamento tra il ciclo delle performance e il ciclo di bilancio.

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L’innovazione corre veloce… FAI UN SALTO

Il progetto e i suoi promotori

L’innovazione nel campo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione corre veloce. Sollecita le cooperative e le imprese sociali a riconsiderare le loro aree di intervento e le modalità di azione, ed anche a ripensare il senso del loro lavoro nell’attuale fase di rapida trasformazione dei contesti.

Per questo è nato il progetto Fai un salto che vuole essere un percorso di ricerca, comunicazione, confronto e riflessione sul tema dell’innovazione informatica utile alle esigenze delle cooperative e delle imprese sociali.

Fai un salto è promosso da:

  • Iris-Network rete nazionale degli Istituti di Ricerca sull’Impresa Sociale (Trento).
  • Centro di ricerca Dati Metodi Sistemi del Dipartimento Metodi Quantitativi dell’Università degli Studi di Brescia.
  • La Ringhiera cooperativa sociale di tipo B (Albino BG).
  • Pares cooperativa di ricerca, consulenza, formazione e documentazione (Milano). Read more
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231/2001 > Le organizzazioni sono ufficialmente responsabili verso l’ambiente

A partire da luglio 2011 le organizzazioni e le imprese sono formalmente responsabili – cioè perseguibili in sede penale, in caso di reati – per le loro condotte nei confronti dell’ambiente.

Il Decreto Legislativo 121/2011, che attua due direttive europee in materia di tutela dell’ambiente, introduce infatti all’interno del Decreto Legislativo 231/2001 (relativo alla responsabilità delle organizzazioni e delle imprese) un articolo specifico sui reati ambientali.

Ciò significa che non solo gli individui, ma anche le società e le aziende sono chiamate a rispondere penalmente per danneggiamenti degli habitat naturali, per l’inquinamento di suoli, delle acque superficiali e sotterranee, per le emissioni non a norma di legge, per la mancata tutela di specie animali e vegetali a rischio.

Dal momento che il recente articolo (25–undecies) integrato al Decreto Legislativo 231/2001 è piuttosto complesso, riportiamo di seguito una tabella che schematizza le novità introdotte, in modo da facilitare il compito per chi fosse interessato ad approfondire l’argomento. Read more

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Cooper@zione e innov@zione

Segnaliamo un’iniziativa in tema di innovazione in ambito sociale:

venerdì 2 dicembre ( 14:30 – 18:00) a Bergamo –  via Serassi, 7 (sede Confcooperative) 

un’occasione d’incontro organizzata da un gruppo di cooperative che da tempo sperimenta l’adozione di servizi innovativi. Un workshop che vuole raccontare fatiche, resistenze, costi e opportunità che l’innovazione tecnologica comporta. Un  workshop  volutamente informale, con interventi che lascino spazio al dibattito tra i presenti. Read more

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Quando manca il piano B: il versante economico degli avvicendamenti

Il Corriere della Sera per molti (nel passato) rappresentava una fonte autorevolissima. Oggi (per me) è un punto di vista mediano, da considerare. Riprendo per sommi capi i contenuti di un articolo di qualche giorno fa. Poi metto in sequenza alcune considerazioni.

Il punto di vista del Corriere della Sera

Le successioni ai vertici delle imprese sono fatti di rilevanza sociale e economica, questioni che presentano dimensioni di rischio per le organizzazioni produttive e i loro interlocutori. Le successioni sono anche avveni
menti che suscitano curiosità [chissà perché...].
La complessità del tema è ben rappresentata da un articolo del Corriere della Sera di sabato 19 novembre 2011. Sergio Bocconi, il giornalista che lo firma, nota che in Italia – a differenza di quanto accade negli Stati Uniti – i cambi nelle posizioni di vertice non sono processi frutto di indirizzi ponderati. Le grandi organizzazioni non disporrebbero di un’ipotesi di successione sufficientemente modellata da attivare qualora, per le ragioni più varie, gli amministratori delegati o le figure chiave non fossero in grado di assicurare la direzione dell’impresa.

Il rapido esame comparato proposto dal Corriere prende spunto dal caso di Corrado Passera che, chiamato da Mario Monti a guidare il dicastero dello sviluppo economico, ha abbandonato nel giro di 48 ore la posizione di vertice in Intesa Sanpaolo (dove ricopriva l’incarico di amministratore delegato) per trasferirsi a Roma, lasciando la super banca in difficoltà (secondo quanto riferisce Sergio Bocconi), alle prese con la frenetica ricerca di un successore che assicuri la continuità imprenditoriale attesa e garantisca azionisti, clienti e mercati che la nave è saldamente nelle mani di un condottiero. Read more

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Idee per l’innovazione dell’impresa sociale (workshop)

Ecco un invito.

Lunedì 21 novembre 2011 (09:00 – 13:30) a Brescia, nella Sala della Biblioteca della Facoltà di Economia, ci confronteremo su imprese sociali e innovazioni, considerando ricerche e sperimentazioni per toccare questioni quali:

  • innovazione come reazione/adattamento ai cambiamenti del contesto;
  • innovazione negli strumenti;
  • innovazione nei settori di intervento e nei prodotti;
  • innovazione nei processi di lavoro;
  • fattori che sostengono e accompagnano innovazioni non dispersive;
  • rappresentazioni, paradigmi, atteggiamenti, modi di porsi verso l’innovazione che determinano la possibilità di trattare la questione come un campo di ricerca, un’inutile moda ideologica, un tema poco innovativo…

Sarà un modo per presentare esperienze e attività in corso, intrecciare riflessioni, fare il punto su un tema al centro del dibattito.
Vi aspettiamo;-) Read more

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Innovazione informatica nel sociale: resoconto di un seminario di studio

Giovedì 13 ottobre 2011, la cooperativa sociale La Ringhiera ha organizzato a Bergamo il seminario Innovazione informatica nelle cooperative e nei servizi sociali. Quali prospettive?

Una mattina nel merito delle questioni:

Di seguito trovate il resoconto della mattinata. Si tratta di appunti appena sistemati ma non approvati dai relatori. Un punto di vista quindi, non una sintesi ufficiale (un racconto piuttosto) delle riflessioni che sono state proposte dopo la presentazione del rapporto di ricerca (scaricabile qui) curato insieme ad Anna Omodei. Read more

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La valutazione stress lavoro – correlato

L’Accordo Europeo descrive lo stress lavorativo come uno stato che si accompagna a malessere e disfunzioni fisiche, psicologiche o sociali conseguente al fatto che le persone non si sentono in grado di superare il divario rispetto alle richieste o alle attese nei loro confronti. Nessuna organizzazione è dunque esente dal rischio stress.

Perché è importante valutarlo?

  • Per adempiere a un obbligo di legge: Art. 28, comma 1 bis D.Lgs. 81/08.
  • Per contenere i costi: l’Europa ha stimato il costo globale dello stress lavorativo in più di 20 miliardi di euro.
  • Per promuovere una cultura del benessere volta a dare voce a chi opera, a vari livelli, nelle organizzazioni.

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Workshop “Scrivere e-mail (senza far/si male ;-)

Martedì 27 settembre presso la Facoltà di Psicologia dell’Università Bicocca (8.30-12.30, aula U6/25) si terrà il Workshop ”Scrivere e-mail (senza far/si male ;-)”.
Il workshop è organizzato nell’ambito del Corso di laurea magistrale in “Psicologia dei processi sociali, decisionali e dei comportamenti economici” ma l’invito è esteso a tutti gli studenti. Read more

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L’innovazione dell’Imprenditore Sociale – IX Workshop sull’Impresa Sociale

Manca poco alla IX edizione del Workshop sull’Impresa Sociale organizzato da Iris Network e in programma il 15 e 16 settembre 2011 a Riva del Garda (TN). L’imprenditore sociale, il suo ruolo, le competenze, i valori e le culture di riferimento: questo il tema dell’edizione di quest’anno.
Iscrizioni
C’è ancora tempo per iscriversi, affrettatevi!
Sul sito www.irisnetwork.it  è disponibile la scheda di iscrizione con tutte le informazioni relative alla partecipazione. Read more

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Come affrontare il delicato tema degli avvicendamenti?


Proviamo a rispondere a questa domanda come se ci trovassimo a un crocevia: guarderemo in tre direzioni, diversamente percorribili.

Un gruppo di donne ci indica che una possibilità è istituzionalizzare la modalità di passaggio, dando una risposta organizzativa al momento della transizione, ma soprattutto una risposta pensata e partecipata. Proprio in questo modo procede L’Istituto Missionario, che conta una ventina di gruppi attivi in tutto il mondo, e che ogni sei anni affronta il ricambio del vertice, solitamente di cinque persone. Cosa significa istituzionalizzare l’avvicendamento? Questa organizzazione religiosa predispone, due anni prima dell’assemblea, una fase di preparazione. In questo lasso di tempo, dopo aver ascoltato le questioni espresse dalle portavoci dei diversi gruppi territoriali, si costituisce un gruppo di lavoro e si stabiliscono i temi, le problematiche percepite come prioritarie, gli oggetti di lavoro a cui l’Istituto si dedicherà nei successivi sei anni; si intraprendono percorsi di riflessione collettivi, promuovendo il confronto reciproco e la manifestazione di voci anche divergenti.
A questo punto l’assemblea, composta dal gruppo dirigente in carica, dalle rappresentanti di ogni gruppo, dalla responsabile della formazione e dal fondatore dell’Istituto Missionario, lavora alla composizione del nuovo gruppo dirigente.
Se negli ultimi due anni di mandato del gruppo dirigente viene istituita una fase preparatoria del successivo mandato e di conseguenza della composizione dell’organo di governo, a cadenza biennale, sono previsti momenti collettivi di accompagnamento dell’attività di governo dell’istituto, con funzioni di controllo dell’operato e di contributo alla riflessione sulle attività e sulle tematiche da sviluppare nel mandato successivo. Read more

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Innovazione informatica nelle cooperative e nei servizi sociali. Quali prospettive?

  • L’informatica serve alle cooperative e ai servizi sociali?
  • I sistemi di gestione e di rendicontazione informatizzati rendono più efficiente il lavoro sociale?
  • Quali strumenti per qualificare e certificare l’operato dei servizi e delle cooperative?
  • Come rendicontare le risorse pubbliche e facilitare le relazioni tra cooperative e committenti?

Vi invitiamo a un momento di riflessione sul tema e a discutere i risultati della ricerca ‘Far crescere la qualità nel sociale‘ giovedì 13 ottobre 2011 (09:00 – 13:00) in via Papa Giovanni XXIII, 106 – Bergamo (BG). Read more

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Una ‘temporary road map’ a proposito di avvicendamenti…

A cura di: Graziano Maino e Anna Omodei

Questo è un post di sintesi (sintesi parziale e temporanea come si conviene in tempi di incertezze).
Abbiamo provato a fare il punto sul nostro laboratorio di ricerca in tema di avvicendamenti intermedi e apicali, fermandoci a raccogliere le idee e a prefigurare una sorta piano di pubblicazioni di contributi – in forma di post – a proposito di passaggi, successioni, transizioni…
Per noi ragionare in termini di post ci aiuta sia a rendere sostenibile (distribuendo nel tempo) il lavoro di ‘messa in forma’ di idee, considerazioni testimonianza, sia a ‘contenere’ la varietà delle questioni in gioco, articolandole in unità testuali definite e comunicabili, sia ancora a cercare confronto e scambi, anche rapidi con interlocutori diversi.
Sappiamo di non essere in grado di assicurare una periodicità definita, ma se non altro ci prendiamo un impegno esplicito (e con noi stessi) di dare un microcontributo al dibattito in corso, dibattito che abbiamo l’impressione prosegua e vada sviluppandosi, estendendosi fuori dal tradizionale alveo delle successioni nelle aziende di famiglia.

 In prima approssimazione possiamo tradurre in forma di domande i tracciati di indagine che avremmo identificato:

  • Il tema degli avvicendamenti è davvero socialmente (sociologicamente ed economicamente) rilevante?
  • Quali gli aspetti chiave da studiare e quali relazioni li collegano?
  • Se cerchiamo indicazioni sul piano culturale: miti e letteratura cosa ci offrono?
  • Parole diverse descrivono fenomeni e forniscono rappresentazioni non esattamente sovrapponibili: quale glossario ci aiuta a pensare e a lavorare nel campo dei passaggi successori?
  • Chi sono i soggetti in gioco e cosa raccontano le loro storie personali (o collettive)?
  • Ci sono differenze fra imprese famigliari, imprese cooperative, altre forme organizzative?
  • Connessi alle articolazioni di temi e domande si presentano aspetti di metodo: quali forme di indagine e di costruzione di conoscenze è possibile praticare?
  • Come affrontare questioni e nodi che si presentano in occasione degli avvicendamenti, come intervenire operativamente nelle diverse realtà organizzative?
  • Quali relazioni fra avvicendamenti e innovazione organizzativa? Read more
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