Ciao Graz
Da Graziano abbiamo imparato a riflettere su quanto si sta facendo, e a pensare. Per lui il tempo dedicato alla riflessione era tempo prezioso, e quello dedicato al pensiero collettivo ancora di più. Si rifletteva insieme su quanto fatto, su com’era andata, sugli aspetti da migliorare. Ci si confrontava per pianificare un lavoro, per immaginare una scrittura, o anche solo per il gusto stesso del confronto.
Graziano amava e ricercava il confronto. Un confronto riflessivo, dialettico, vivace, costruttivo. Che si realizzava in lunghe telefonate per “fare il punto”, come spesso ci diceva, o in conversazioni durante i tragitti o durante le cene delle trasferte. In queste occasioni, Graz portava il suo punto di vista, ma aveva un desiderio e una capacità di ascolto profondo che apriva spazi. A tavola, Graziano poneva una questione, diceva la sua, si metteva in ascolto, estraeva la sua biro nera a punta finissima e iniziava a prendere appunti e a disegnare schemi sulla tovaglietta di carta del ristorante.
Con Graziano, riflessione, confronto e ascolto si sposavano immediatamente con la sua amata scrittura. Graz amava scrivere e aveva una passione grande per la scrittura professionale, in coppia o collettiva. Scriveva con cura e passione. Per Graziano scrivere era organizzare, dialogare, condividere, costruire relazioni, raccontare, progettare, dare forma al fare. Non era strano, per Graziano, proporre a una persona conosciuta da poco, dopo una conversazione costruttiva: “dai, scriviamo qualcosa insieme”. Per noi di Pares scrivere con Graziano è stata una splendida avventura. Lui ci diceva che scrivere un testo era come trasformare un blocco di marmo grezzo in un manufatto finito: occorreva operare di martello, di scalpello, infine di cesello. Un lavoro artigiano, faticoso, ma che soddisfazione dava alla fine!
Da Graziano abbiamo imparato il valore del collaborazione “spalla-spalla” (altra espressione che amava) o in piccoli gruppi, perché “insieme ci si aiuta e si fa meno fatica”, diceva, perché si moltiplicano le forze, si dà più valore a quello che si fa. Per noi di Pares, lavorare insieme è diventato metodo d’azione: lavorare insieme tra di noi, e anche insieme a clienti e partner, affiancandosi, aiutandosi, sostenendosi.
Graziano ci ha insegnato a lavorare con serietà, con meticolosità, curando i dettagli.
Abbiamo imparato che la cura va messa in tutte le fasi del lavoro: la preparazione, la conduzione, la messa a punto dei materiali di restituzione. Ma abbiamo anche imparato che prendere seriamente il lavoro non significa rinunciare a ridere e a divertirsi. Per Graziano lavorare era un piacere, per noi lavorare con Graziano è stato un privilegio.
Graziano ci ha insegnato a investire nel gruppo. Abbiamo imparato il valore del confronto aperto, della partecipazione, dell’importanza di ciascuno, della valorizzazione degli altri. In gruppo, Graz mostrava entusiasmo e passione per qualsiasi cosa venisse detta, per qualsiasi persona si mettesse in gioco, per ogni contributo fosse proposto.
Nella relazione con gli altri Graziano investiva tutta la sua travolgente energia, non si risparmiava mai. Ci ha insegnato a porci in maniera aperta e generosa,
a prendersi cura delle persone, ad andare verso le persone (lui lo faceva proprio fisicamente, andando loro incontro con le braccia aperte e accoglienti, quando le incontrava). Ci ha insegnato a far sentire tutte le persone coinvolte, a dare loro spazio, a valorizzare i loro contributi. Quando qualcuno, dentro una conversazione, portava un'idea, che poteva sembrare piccola o quasi insignificante, Graziano la sapeva cogliere e la faceva diventare importante. È capitato a molti di noi: dire qualcosa che a noi pareva marginale, e vederlo trasformato da lui in qualcosa di valore.
Diceva Graziano che le persone vanno "tirate dentro", che era il suo modo schietto per dire che vanno coinvolte e valorizzate. A partire dal chiamare le persone per nome. Da Graz abbiamo imparato a chiamare sempre i nostri interlocutori per nome. Lui lo faceva con tutte e tutti, nelle occasioni più disparate. Anche negli incontri online e anche quando la platea di questi incontri era numerosa: in alcune sessioni Zoom lo abbiamo visto accogliere cento persone, mano a mano che entravano nella stanza, nominandole una a una.
Graziano ci ha insegnato la cura dei particolari. Nel lavoro di scrittura e di progettazione, certo. Ma anche nella messa a punto degli spazi di partecipazione, di confronto, di facilitazione, di apprendimento. Le sedie disposte a cerchio, i pennarelli, i fogli A5 per gli appunti, i canvas appesi con le domande scritte in modo chiaro. Diceva che curare lo spazio di un incontro significa sottolineare l’importanza del momento e di coloro che vi partecipano. Senza bisogno di dirlo per davvero, curare lo spazio significa dire alle persone: voglio che voi stiate bene qui. Significa far capire che quel momento non è importante solo per loro ma anche per chi lo anima e lo conduce.
Da Graziano abbiamo imparato il gusto di esplorare con curiosità intelligente, di continuare a imparare, di scoprire, di conoscere. Le persone, prima di tutto, ma anche i temi e le questioni, ma anche i luoghi e le città, ma anche le organizzazioni. Graziano esplorava mondi attraverso i libri, le letture, la radio, le conversazioni, l’osservazione di quello che accadeva intorno. Esplorazioni da cui traeva osservazioni mai banali, connessioni intersettoriali, metafore, che poi desiderava condividere. Ti chiamava e ti diceva: “Ohi, ti devo raccontare una cosa”, e da un episodio accaduto nella giornata, o da una lettura, trovava lo spunto per una nuova idea, per un nuovo progetto.
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In questi giorni abbiamo ricevuto e letto tanti messaggi di persone che con Graziano hanno collaborato, lavorato, scritto, imparato. Questi messaggi hanno descritto Graz come una persona competente, colta, vivacemente intelligente, generosa, entusiasta, curiosa, umana, carismatica, accogliente, trasformativa, capace di ascoltare, arricchente, delicata, sorridente, preziosa…
Ci ritroviamo in questi aggettivi che raccontano la grande ricchezza di Graziano.
Si dice che quando una persona grande ci lascia, lascia anche un grande vuoto. Ed è vero. Ma Graz ci lascia anche la grande pienezza di tutto quello che abbiamo imparato da lui.
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Ringraziamo tutte le persone che in questi giorni hanno ricordato Graziano, manifestando affetto, vicinanza e amicizia.
Cosa abbiamo imparato da Graziano
Nel 2001, insieme a un gruppo di amici e colleghi, Graziano ha fondato Pares, cooperativa di consulenza di cui è stato leader autorevole, vivace, gentile, appassionato e generoso per venticinque anni.
Noi di Pares, oggi, desideriamo condividere con tutte e tutti voi alcune delle tante cose che abbiamo imparato da Graz: cose davvero importanti, che Graziano ci ha insegnato, che ci ha lasciato.
Per noi Graziano è stato amico, socio, collega.
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